DPIM Framework: La Mia Metodologia di Lavoro

Dopo anni passati a navigare progetti IT, migrazioni disastrose, implementazioni d’urgenza e manutenzioni infinite, ho sviluppato un framework personale che mi guida in ogni progetto.

Lo chiamo DPIM: Disrupt, Plan, Implement, Maintain.

Non è una metodologia accademica. Non troverai paper su questo. È semplicemente il modo in cui funziono meglio.

D - Disrupt (Analisi Disruptiva)

Prima di fare qualsiasi cosa, rompo lo schema.

Cosa significa

Non accetto il problema così come mi viene presentato. Lo smonto. Lo guardo da angolazioni diverse. Mi chiedo:

  • Stiamo risolvendo il problema giusto?
  • Questo problema esiste davvero o è un sintomo?
  • C’è un modo completamente diverso di affrontarlo?
  • Cosa succederebbe se NON lo facessimo?

Esempio pratico

Richiesta: “Ci serve un server più potente, il sistema è lento.”

Fase Disrupt:

  • Analizzo i log: il 90% del tempo è speso in query al DB
  • Scopro che c’è un indice mancante
  • Soluzione: Aggiungo un indice invece di comprare hardware

Risultato: €0 spesi, 10x performance.

Perché funziona

Perché troppo spesso si cerca di risolvere velocemente, senza capire. La fase Disrupt rallenta intenzionalmente per evitare di sprecare tempo su soluzioni sbagliate.

Modalità capibara: calma e osservazione prima dell’azione.

P - Plan (Pianificazione Pragmatica)

Una volta capito il vero problema, pianifico. Ma non con Gantt infiniti e task suddivisi in sotto-sotto-task.

Cosa significa

Pianificazione pragmatica:

  • Obiettivo chiaro: dove vogliamo arrivare?
  • Milestone verificabili: punti di controllo concreti
  • Rischi identificati: cosa può andare storto?
  • Rollback plan: se salta tutto, come torniamo indietro?

Strumenti che uso

  • Checklist semplici: niente tool complessi, solo liste
  • Diagrammi essenziali: l’architettura in 3 box e 5 frecce
  • Documentazione minima: README e runbook, stop

Esempio pratico

Progetto: Migrazione da VM a Docker

Piano:

  1. Milestone 1: Container in test con DB mockato
  2. Milestone 2: Container in staging con DB reale
  3. Milestone 3: Blue-green deployment in produzione
  4. Rollback: Immagine VM ready, switch DNS immediato

Rischi identificati:

  • Volumi persistenti non mappati → test pre-prod obbligatorio
  • Variabili d’ambiente mancanti → checklist validazione

Perché funziona

Perché pianificare tutto è paralisi. Pianificare niente è caos. La via di mezzo è pianificare l’essenziale.

Modalità capibara: preparazione sufficiente, non perfetta.

I - Implement (Implementazione Iterativa)

Qui si fa. Ma non tutto insieme. Un pezzo alla volta.

Cosa significa

Implementazione iterativa:

  • Deploy piccoli e frequenti: meglio 10 deploy da 1 feature che 1 deploy da 10 feature
  • Test continuo: ogni pezzo deve funzionare prima di passare al prossimo
  • Feedback rapido: se qualcosa non va, lo scopro subito
  • Documentazione parallela: scrivo mentre faccio, non alla fine

Esempio pratico

Progetto: Automazione deploy con CI/CD

Iterazioni:

  1. Script base che fa build locale → funziona? ✓
  2. Script che pusha su registry → funziona? ✓
  3. Pipeline CI che esegue lo script → funziona? ✓
  4. Deploy automatico in staging → funziona? ✓
  5. Deploy manuale in produzione → funziona? ✓
  6. Deploy automatico in produzione → funziona? ✓

Ogni passo è verificabile. Ogni passo aggiunge valore.

Perché funziona

Perché implementare tutto insieme e debuggare poi è un incubo. Implementare un pezzo, verificare, passare al prossimo è sostenibile.

Modalità capibara: un passo alla volta, con calma.

M - Maintain (Manutenzione Preventiva)

Il progetto è in produzione. Funziona. Non ho finito.

Cosa significa

Manutenzione preventiva:

  • Monitoring attivo: non aspetto che si rompa, monitoro segnali deboli
  • Documentazione aggiornata: se cambio qualcosa, aggiorno il runbook
  • Debt management: dedico tempo a ripagare il debito tecnico
  • Post-mortem: se qualcosa va storto, analizzo e imparo

Strumenti che uso

  • Alerting intelligente: solo alert che richiedono azione
  • Log aggregation: tutto in un posto, ricercabile
  • Backup testati: backup che non testi è backup che non hai
  • Runbook evolutivo: documento che cresce con il progetto

Esempio pratico

Progetto: API in produzione

Manutenzione:

  • Monitoring: Tempo risposta, error rate, uso risorse
  • Alert: Solo se > 5% errori o > 1s latenza media
  • Review settimanale: Controllo log, cerco pattern strani
  • Update mensile: Dipendenze, security patch

Risultato: 0 downtime non pianificati in 8 mesi.

Perché funziona

Perché un sistema senza manutenzione è un sistema che sta già degradando. La manutenzione preventiva è rispetto per il futuro te.

Modalità capibara: cura costante, non interventi d’emergenza.

Il ciclo completo

DPIM non è lineare. È ciclico.

Disrupt → Plan → Implement → Maintain
    ↑                            ↓
    ←←←←←← (feedback loop) ←←←←←←

Durante il Maintain, potrei scoprire che serve un nuovo Disrupt.

Durante l’Implement, potrei dover rifare parte del Plan.

È flessibile, non rigido.

Quando uso DPIM

Sempre.

  • Migrazione infrastrutturale? DPIM.
  • Bug critico in produzione? DPIM (versione veloce).
  • Nuovo progetto da zero? DPIM.
  • Refactoring codice legacy? DPIM.

Quando NON uso DPIM

Quando il problema è banale e la soluzione ovvia.

Se devo riavviare un servizio in crash, non faccio Disrupt analysis. Lo riavvio. Pragmatismo first.

Il mindset dietro DPIM

DPIM non è solo un processo. È un mindset:

  • Disrupt: Curiosità e pensiero critico
  • Plan: Pragmatismo e preparazione
  • Implement: Azione iterativa e feedback
  • Maintain: Responsabilità e lungimiranza

È, in essenza, modalità capibara applicata al lavoro IT.

Provalo

Non devi chiamarlo DPIM. Non devi seguirlo alla lettera.

Ma prova questo:

  1. Prima di agire, capisci davvero il problema
  2. Pianifica l’essenziale, non tutto
  3. Implementa un pezzo alla volta
  4. Prenditi cura di ciò che hai creato

Vedrai che i progetti diventano più sostenibili, meno caotici, più prevedibili.

E tu sarai più calmo.


DPIM Framework è il mio modo di lavorare. Qual è il tuo?

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Più info su DPIM Framework: middei.info/dpim